Uno sguardo al passato: Il Festino di Novara

Tratto da: Ricerche Storiche sopra NOVARA Di SICILIA e suo territorio per

Mons. Can. Salvatore Di Pietro - 1914

Novara di Sicilia

 

Il Festino a Novara ricorre nei giorni 14, 15, 16 Agosto d’ogni anno. Vengono portate in processione quindici statue, fra le quali sono stupende, da potersi dire capi-lavoro, quella di San Giuseppe, di S. Francesco di Paola e di San Michele Arcangelo. Oltremodo stupenda è quella dell’Assunta, protettrice del paese, alla quale si celebra il festino. È una statua che mi ricorda « La fiducia in Dio » del Bertolami: Con lo sguardo in alto, con le braccia spiegate al cielo, nella fronte, che con Dio ragiona, par propriole baleni l’immortal raggio dell’alma!

Sulla bara vi sono circa due quintali di torce, disposte a piramide quadrata tronca, tanto che dell’ Assunta non si vedono che la testa e le braccia, in mezzo ad una fiamma ardente. La Madonna ha braccialetti e anelli di gran valore; ha ricche collane di granatine, di corallo e di perle; ha un cinto d’oro e, appeso ad una catenella, le pende al centro del petto, un cuore d’oro massiccio, della grandezza naturale. Tanti gioielli non sono che voti dei fedeli!

Il 14 Agosto, dalle chiese di Sant’Antonio, di S. Nicolò, di S. Giorgio, dell’Annunziata ed altre, partono in processione le statue e vanno al Duomo, che è una chiesa grande, di stile dorico – corintio, con tre navate e dodici colonne. Nello spazio dell’una e l’altra colonna viene posta una statua; così, tutte ricche di torce, son disposte in due file, una dirimpetto all’altra.

In fondo a destra, è posta la bara dell’Assunta. Il Duomo, parato a festa, con drappi dorati e arazzi, offre uno spettacolo imponentissimo, la sera del 14, quando, durante il vespro, è interamente illuminato.

La sera del 15, all’Avemaria, escono in processione le statue nell’ordine seguente: Santa Rosalia, S. Gregorio, S. Sebastiano, S. Francesco di Assisi, S. Rocco, Sant’Antonino, Sant’Antonio, Santa Caterina, S. Francesco di Paola, S. Marco, S. Giorgio, S. Filippo e S. Michele Arcangelo, S. Giuseppe e l’Assunta. La processione attraversando le strade principali e le piazze, arriva alla chiesa di Sant’Ugo. Innanzi a quella Chiesa vi è un gran piano, ove tutte le statue vengono disposte a semicerchio. La Madonna viene posta sotto un bel padiglione, di drappi dorati, costruiti per l’occasione. Ivi si canta la litania e si piglia in processione Sant’Ugo protettore del paese. La processione è formata dalle statue suddette, da quattro confraternite, ( San Giorgio, Sant’Antonio, San Sebastiano: dal numero di trecento cinquanta) dalla banda cittadina e da una folla immensa di popolo, che procede con devozione e contrizione ammirevole. Di bell’effetto sono le

confraternite, che in dialetto chiamano babaluci, perché i confratelli in cappa lunga, bianca con mantellina di seta a vario colore, a seconda la confraternita a cui appartengono, disposti con ordine in due file, camminano imbacuccati in una specie di cappuccio, di forma canonica, il di cui vertice viene piegato per di dietro, a guisa di berretto e che, nascondendo interamente la testa, lascia vedere da due forellini ovali in direzione degli occhi. Ogni confraternita ha lo stendardo con l’effige in oro del santo a cui appartiene. Altristendardi dell’altezza di circa cinque metri, son portati in processione, accanto al clero, preceduto da una croce d’argento, dal peso di circa sei chilogrammi, affissa ad un’asta lunga circa tre metri. Il clero occupa il posto immediatamente prima dell’Assunta. La processione ritorna al Duomo, tre ore dopo l’Avemaria.

La sera del 16, giorno di Sant’Ugo, si fa di nuovo la stessa processione e con lo stesso ordine; ma bisogna dire il vero, è meno imponente della prima sera, perché manca l’Assunta.