Un male necessario del Cinema

di Roberta Sofia

Adifferenza di molti paesi europei, in cui si preferì adottare la pratica del sottotitolaggio, il doppiaggio dei film stranieri divenne subito la prassi più adottata in Italia. In principio tale scelta fu dovuta non solo a motivi di preferenza, ma fu la conseguenza naturale di una legge del regime fascista imposta alla fine del ’29, la quale vietava l’uso di qualsiasi parola straniera ed imponeva quindi la censura di ogni scena dialogata in lingua dei film distribuiti in Italia.

Ormai sembra che il doppiaggio sia diventato un’istituzione insostituibile.

Quando i movimenti delle labbra dell’attore vanno in sincrono con il suono della voce, ecco che si realizza un buon dubbing. Questo è uno dei tanti aspetti che caratterizza una tecnica della quale i doppiatori italiani possono vantare grande bravura e professionalità in riferimento ai colleghi di altre nazionalità.

“Il doppiaggio è un male necessario del cinema”, così lo definisce Cristina Boraschi , la voce che tutti conosciamo essere quella di Julia Roberts nei film tradotti per l’Italia.

In effetti è proprio così, il pubblico vede i film doppiati senza pensare che quelle che sente non sono le vere voci degli attori stranieri, dei quali non conosce i loro toni e timbri, le loro inflessioni, gli accenti e le intonazioni. Grazie al doppiaggio, i film hanno una distribuzione più ampia sul mercato e possono essere apprezzati anche fuori della nazione in cui vengono girati.

Un grande doppiatore, recentemente premiato al XIII Festival Nazionale del Doppiaggio anche con la Targa “Gualtiero De Angelis”, afferma di trovarsi ogni giorno davanti ad un esame diverso, con l’attore a cui deve dare paure, sentimenti, Voce.

ÈMichele Kalamera, storica voce di Clint Eastwood, scelto nel ’76 proprio dallo stesso protagonista. L’attore, con cui ho avuto modo di parlare, mi ha raccontato che, considerata l’operazione alle corde vocali di Clint Eastwood che gli ha lasciato una voce molto bassa e rauca, nell’ultimo film, Gran Torino, ha dovuto modificare la sua, rendendola ancora più cupa. La pratica non dev’essere stata affatto facile.

Kalamera, fra gli altri, ha anche doppiato Michael Caine, Steve Martin, Robert Redford, Charlton Heston ed Anthony Hopkins.