U Jiditu d'Aposturu

 

La leggenda, che da sempre corre fra il sacro ed il profano , vuole che i devoti di San Tommaso, per ricordare il gesto del Santo, di entrare un dito nella piaga del costato di  Cristo perché  incredulo della Resurrezione di Nostro Signore, avessero la tradizione di fare un dolce a forma cilindrica chiamato dito di Apostolo.

 

L’origine

IL territorio dove per primo compare un dolce di tale forma e per tale motivo, è quello di Catanzaro, di Bagnara calabra per l’esattezza, dove a tutt’oggi si trova tutto l’anno e non soltanto durante la pasqua come d’origine.

I monaci Calabresi che poi vennero in Sicilia a seguito dei Cistercensi portarono con loro questa tradizione  che si radicò soprattutto in Vallebona , l’odierna Novara di Sicilia.

 

La forma come abbiamo detto ricorda quella di un dito, ricoperto di glassa, bianca la parte che restò fuori dalla piaga, nera (sporca di sangue)quella che entrò nella ferita del costato di Gesù risorto.

 

Naturalmente di tutto questo parte è leggenda, tramandata ora oralmente, ora in vecchi racconti dialettali, ma è vero che la tradizione parte da Bagnara, che il dolce è dedicato a San Tommaso Apostolo, e che furono i monaci calabresi che portarono in Sicilia questa tradizione.

 

(In collaborazione con la condotta slow food Longano)